Negli ultimi anni, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale sono diventate priorità sempre più centrali. Per questo, anche nel 2025 l’Italia mette a disposizione diverse detrazioni fiscali e agevolazioni per chi sceglie di installare pompe di calore al posto di impianti di climatizzazione tradizionali.
Ma quali sono gli incentivi disponibili e come si può accedere ai benefici fiscali? Se stai valutando la sostituzione del tuo impianto per migliorare la classe energetica della tua casa o del tuo edificio, ecco una panoramica completa delle opzioni a tua disposizione e di come sfruttarle al meglio.
Panoramica delle Detrazioni Fiscali Pompe di Calore Disponibili nel 2025
Quali incentivi sono disponibili per chi installa una pompa di calore? A partire dal 2025, in Italia le agevolazioni per l’acquisto e l’installazione di pompe di calore hanno subito alcune modifiche, ma l’obiettivo resta lo stesso: incentivare gli interventi di riqualificazione energetica e rendere più accessibili questi sistemi efficienti di riscaldamento e raffreddamento.
Gli incentivi disponibili si dividono in tre principali categorie: detrazioni fiscali, contributi diretti e sconti in fattura.
Con le detrazioni fiscali, una parte della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione della pompa di calore viene recuperata negli anni successivi sotto forma di riduzione dell’imposta sul reddito. In pratica, l’importo speso viene restituito gradualmente attraverso il meccanismo della dichiarazione dei redditi.
I contributi diretti, invece, funzionano diversamente: il rimborso viene erogato direttamente al beneficiario, in un’unica soluzione o a rate, senza passare per il sistema fiscale. Questo metodo permette di ridurre subito l’investimento iniziale, ricevendo il contributo dall’ente che gestisce l’incentivo.
Lo sconto in fattura, invece, permette di ottenere subito un risparmio economico, abbattendo direttamente il costo dell’acquisto e dell’installazione senza dover attendere il rimborso fiscale negli anni successivi.
Gli incentivi possono essere destinati a privati, condomini, imprese e in alcuni casi anche a enti pubblici, con condizioni specifiche a seconda del soggetto che fa richiesta.
Ora vediamo nel dettaglio quali sono le agevolazioni disponibili per le pompe di calore e come funzionano.


Pompe di Calore Detrazioni al 50: Ecobonus 2025
L’Ecobonus 2025 è un’agevolazione fiscale che permette di recuperare parte della spesa sostenuta per l’installazione di una pompa di calore ad alta efficienza. Funziona come uno sconto sulle tasse, che viene restituito sotto forma di detrazione fiscale negli anni successivi.
Se installi una pompa di calore nel 2025, potrai detrarre dal tuo IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) il 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 30.000 euro per unità immobiliare.
Questa detrazione viene restituita in 10 anni, sotto forma di sconto sulle tasse che paghi ogni anno. In pratica, se spendi 10.000 euro per la tua pompa di calore, riceverai 5.000 euro di detrazione, divisi in 10 rate da 500 euro l’anno. Cosa cambia rispetto all’anno scorso? Nel 2024, la detrazione era al 65% per le pompe di calore, mentre nel 2025 scende al 50%. Ricorda però che restano escluse le caldaie a gas, che non saranno più incentivate.
Questa percentuale verrà abbassata gradualmente, sia per la prima che per la seconda casa.
- Prima casa: la detrazione scende al 50% nel 2025 e al 36% nel 2026-2027.
- Seconda casa: la detrazione sarà del 36% nel 2025 e verrà ridotta al 30% dal 2026 in poi.
Questo perché negli ultimi anni, gli incentivi per l’efficienza energetica sono stati molto elevati, in particolare con il bonus 110 pompe di calore che ha generato un forte aumento delle richieste. Ora il governo sta cercando di riportare le agevolazioni a livelli più contenuti, in modo da gestire meglio la spesa pubblica e garantire incentivi sostenibili nel tempo.



Detrazioni Pompa di Calore al 50 con il Bonus Ristrutturazioni
Se l’installazione della pompa di calore fa parte di una ristrutturazione puoi allora usufruire delle detrazioni al 50% con il bonus ristrutturazioni. Si applica solo se l’impianto sostituisce un sistema preesistente (no nuove costruzioni) e con un limite massimo di spesa è 96.000€ per unità immobiliare, quindi il massimo detraibile è 48.000€. Ad esempio, se installi una pompa di calore da 8.000€, potrai recuperare 4.000€ in 10 anni, detraendo 400€ all’anno dalle tasse.
In questo caso, se il tuo obiettivo è solo installare una pompa di calore, meglio l’Ecobonus (più flessibile). Se stai ristrutturando casa, il Bonus Ristrutturazioni può essere più vantaggioso perché ti permette di detrarre anche altre spese.
Detrazioni Pompe di Calore: Rimborso fino al 65% con il Conto Termico
Il Conto Termico è un incentivo statale che permette di ottenere un rimborso diretto fino al 65% della spesa sostenuta per l’installazione di una pompa di calore ad alta efficienza. A differenza delle detrazioni fiscali come l’Ecobonus, che permettono di recuperare l’importo tramite lo sconto sulle tasse in un periodo di dieci anni, il Conto Termico prevede un pagamento diretto sul conto corrente del beneficiario per ridurre così immediatamente l’investimento iniziale.
Quando si installa una pompa di calore per sostituire un vecchio impianto di riscaldamento, è possibile richiedere un rimborso che copre fino al 65% della spesa. Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione se l’importo è inferiore a 5.000 euro, mentre per importi superiori il pagamento avviene in due rate annuali. Questo meccanismo risulta particolarmente vantaggioso rispetto alle detrazioni fiscali, che invece richiedono tempi più lunghi per il recupero dell’investimento.
Non tutte le pompe di calore rientrano nell’incentivo. Sono ammesse le pompe di calore aria/acqua, geotermiche (terreno/acqua), acqua/acqua e i sistemi ibridi composti da pompa di calore e caldaia a condensazione. I climatizzatori split, cioè le pompe di calore aria/aria, non sono invece inclusi nel Conto Termico.
Dal gennaio 2025 è entrato in vigore il Conto Termico 3.0, una versione aggiornata dell’incentivo che semplifica l’accesso ai fondi e amplia la platea dei beneficiari. Oltre alle Pubbliche Amministrazioni, potranno richiedere il rimborso anche le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e le configurazioni di autoconsumo collettivo. Inoltre, gli enti del terzo settore avranno gli stessi vantaggi delle amministrazioni pubbliche per poter accedere a queste agevolazioni.
Le novità introdotte comprendono anche incentivi per interventi aggiuntivi, come l’installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e la realizzazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, a condizione che vengano realizzati contestualmente alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche.
Per alcuni interventi specifici, il contributo potrà coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Questa opportunità è particolarmente rilevante per edifici pubblici situati in piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie del Sistema Sanitario Nazionale.
Come Detrarre le Pompe di Calore?

Se vuoi installare una pompa di calore e beneficiare degli incentivi fiscali, la prima cosa da fare è scegliere la detrazione più adatta alle tue esigenze. La decisione dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di intervento, la tipologia di immobile e il beneficio fiscale che desideri ottenere.
La detrazione al 50% con l’Ecobonus può essere la soluzione migliore se non hai in programma altri lavori di ristrutturazione e vuoi solo installare la pompa di calore. Questo incentivo consente di recuperare il 50% della spesa in dieci anni, tramite detrazione fiscale.
Se stai effettuando una ristrutturazione edilizia e vuoi accedere a una detrazione più alta, potrebbe essere più conveniente il Bonus Ristrutturazioni. Questo bonus consente di detrarre fino a 96.000 euro di spesa, a fronte dei 30.000 euro previsti dall’Ecobonus, ma è disponibile solo se l’intervento rientra in un più ampio progetto di ristrutturazione.
Se preferisci ottenere un rimborso più rapido, senza attendere dieci anni, e stai sostituendo un impianto di riscaldamento esistente, il Conto Termico può essere una buona opzione. Tuttavia, questo incentivo non è valido per nuove installazioni in edifici privi di un impianto di riscaldamento preesistente.
Qualunque sia la soluzione più adatta a te, è consigliabile anticipare i lavori entro il 2025. A partire dal 2026, infatti, le agevolazioni fiscali subiranno una riduzione.
Dopo aver scelto la detrazione giusta, è fondamentale verificare di rientrare nei requisiti richiesti, poiché ogni incentivo prevede condizioni specifiche. Per aiutarti a orientarti tra le diverse opzioni, puoi consultare questa tabella riassuntiva con i requisiti aggiornati per le detrazioni delle pompe di calore nel 2025.
| Incentivo | Requisiti Principali |
|---|---|
| Ecobonus 50% | L’immobile deve essere esistente e riscaldato La pompa di calore deve migliorare l’efficienza energetica Deve essere un impianto aria-acqua, acqua-acqua o geotermico (no climatizzatori split) Obbligo di comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori Pagamento con bonifico parlante |
| Bonus Ristrutturazioni (50% prima casa, 36% seconda casa) | L’immobile deve essere esistente La pompa di calore deve essere parte di una ristrutturazione edilizia Non è necessario dimostrare il miglioramento energetico Obbligo di comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori Pagamento con bonifico parlante |
| Conto Termico (rimborso fino al 65%) | L’immobile deve essere esistente e con impianto di riscaldamento preesistente La pompa di calore deve sostituire un impianto esistente (no nuove installazioni in edifici senza riscaldamento) Deve essere un impianto aria-acqua, acqua-acqua o geotermico (no climatizzatori split) Domanda da inviare al GSE (non serve comunicazione all’ENEA) Pagamento tracciato (non necessariamente bonifico parlante) |
| Superbonus 65% | Solo per condomini e Onlus (non per singole abitazioni) Deve garantire il miglioramento di almeno 2 classi energetiche Deve essere un impianto aria-acqua, acqua-acqua o geotermico Obbligo di comunicazione all’ENEA |
Per conoscere i requisiti ufficiali e aggiornati sulle detrazioni per le pompe di calore nel 2025, è sempre consigliabile consultare le principali fonti istituzionali, come l’Agenzia delle Entrate, l’ENEA o il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Una volta scelta la detrazione più adatta, è fondamentale effettuare il pagamento con il cosiddetto “bonifico parlante”, che deve contenere alcune informazioni specifiche: la causale del versamento con riferimento alla normativa di riferimento, il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e la partita IVA o il codice fiscale dell’azienda che esegue i lavori. Non sono ammessi pagamenti in contanti, con assegno o carta di credito, quindi è essenziale seguire queste indicazioni per non perdere l’agevolazione.
Dopo l’installazione, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, è obbligatorio inviare all’ENEA la scheda informativa dell’intervento. Senza questa comunicazione, la detrazione fiscale potrebbe non essere riconosciuta. Infine, per ottenere effettivamente il beneficio fiscale, dovrai inserire la detrazione nella dichiarazione dei redditi tramite il Modello 730 o il Modello Redditi PF.
Come Richiedere le Detrazioni Fiscali Pompe di Calore
Se vuoi approfittare delle detrazioni fiscali per l’installazione di una pompa di calore, devi sapere qual è il procedimento per ottenere il bonus.
Per accedere agli incentivi, la pompa di calore deve essere ad alta efficienza e certificata, installata in un edificio esistente regolarmente accatastato e in regola con i pagamenti IMU. L’acquisto deve avvenire con un pagamento tracciabile, come bonifico parlante o finanziamento agevolato. Se l’intervento riguarda un condominio, è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea per i lavori sulle parti comuni.

Le modalità per ottenere la detrazione dipendono dal tipo di bonus scelto. Con l’Ecobonus al 65% e il Bonus Ristrutturazioni al 50%, la detrazione viene applicata direttamente nella dichiarazione dei redditi, quindi sarà necessario rivolgersi a un commercialista o a un CAF per inserirla correttamente.
Se si opta per lo sconto in fattura o la cessione del credito, sempre che queste opzioni siano ancora disponibili nel 2025, è importante verificare con l’azienda installatrice se accetta la cessione.
Prima di procedere con la richiesta è essenziale avere tutta la documentazione necessaria. Servono la fattura dell’acquisto e dell’installazione con l’indicazione della pompa di calore, il bonifico parlante con causale specifica per i bonus edilizi, l’asseverazione tecnica e l’APE nel caso dell’Ecobonus al 65%, la comunicazione all’ENEA da effettuare entro 90 giorni dalla fine dei lavori per l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione, e la dichiarazione dei redditi per inserire la detrazione.
Quando Scade il Bonus Pompe di Calore?
Se stai pensando di installare una pompa di calore approfittando degli incentivi fiscali, è importante conoscere le scadenze e le agevolazioni disponibili. Attualmente, l’Ecobonus che permette di detrarre il 65% delle spese resta valido fino al 31 dicembre 2025, così come il Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione del 50%.
Per chi invece ha avviato i lavori entro il 15 ottobre 2024, il Superbonus consente di detrarre il 70% delle spese sostenute nel 2024 e il 65% di quelle nel 2025. Infine, il Conto Termico, che offre un rimborso diretto per l’installazione di impianti più efficienti, è attivo senza una data di scadenza.
Quali sono le detrazioni fiscali disponibili per le pompe di calore nel 2025?
Nel 2025 sono disponibili diverse agevolazioni per chi installa una pompa di calore. Le principali sono:
- Ecobonus al 65%: prevede la detrazione del 65% delle spese sostenute per la sostituzione di un impianto di climatizzazione con una pompa di calore ad alta efficienza. L’importo massimo detraibile è 30.000 euro.
- Bonus Ristrutturazioni al 50%: applicabile se l’installazione rientra in un intervento di ristrutturazione edilizia. Permette di detrarre il 50% della spesa, fino a 96.000 euro.
- Superbonus 70% e 65%: disponibile per interventi avviati entro il 15 ottobre 2024. La detrazione è del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025, se la pompa di calore rientra in un intervento di miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.
- Conto Termico: a differenza delle detrazioni fiscali, prevede un rimborso diretto sul conto corrente che può arrivare fino al 65% della spesa. È disponibile solo per la sostituzione di un impianto esistente e non per nuove installazioni.
Chi può usufruire delle detrazioni fiscali per le pompe di calore?
Le agevolazioni sono accessibili a privati, condomini, imprese e in alcuni casi anche enti pubblici. Possono beneficiarne i proprietari di immobili, gli inquilini con un contratto di locazione, i comodatari e gli usufruttuari. Anche le società possono accedere agli incentivi, a seconda del tipo di detrazione.
Nel caso del Conto Termico, oltre ai privati e alle imprese, l’incentivo è rivolto anche alle Pubbliche Amministrazioni e alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che possono utilizzarlo per rendere più efficienti gli edifici.
Quali requisiti tecnici deve avere la pompa di calore per ottenere la detrazione?
Per ottenere le agevolazioni, la pompa di calore deve essere certificata e garantire un’elevata efficienza energetica, con coefficienti di prestazione conformi alle normative europee. Nel caso dell’Ecobonus e del Conto Termico, deve essere installata in sostituzione di un impianto di climatizzazione esistente. Se invece si utilizza il Bonus Ristrutturazioni, l’installazione può avvenire anche in edifici senza un impianto preesistente. Per accedere al Superbonus, è necessario che l’intervento contribuisca al miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Le pompe di calore aria/aria, come i climatizzatori split, non rientrano nel Conto Termico, ma possono essere agevolate con le detrazioni fiscali.
Quali documenti servono per richiedere la detrazione fiscale?
Per accedere alla detrazione è necessario conservare la fattura di acquisto e installazione, che deve indicare chiaramente il modello e le caratteristiche della pompa di calore. Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico, che riporti la causale con riferimento alla normativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA dell’azienda installatrice. Bisogna inoltre disporre del certificato di conformità dell’impianto e dell’Attestato di Prestazione Energetica, obbligatorio per il Superbonus e l’Ecobonus. È richiesta anche la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori per l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni. Nel caso di cessione del credito o sconto in fattura, è necessario ottenere il visto di conformità e l’asseverazione tecnica. Per il Conto Termico, invece, la richiesta deve essere inviata direttamente al GSE attraverso la loro piattaforma online.
Qual è il limite di spesa detraibile per le pompe di calore?
Il limite massimo di spesa detraibile dipende dall’incentivo scelto. L’Ecobonus permette di detrarre il 65% fino a un massimo di 30.000 euro, mentre il Bonus Ristrutturazioni consente una detrazione del 50% con un massimale di 96.000 euro. Nel caso del Conto Termico, l’importo rimborsato varia in base alla potenza dell’impianto e alla zona climatica, con un contributo che può coprire fino al 65% della spesa.
È possibile combinare più incentivi per la stessa installazione?
Non è possibile cumulare più incentivi per lo stesso intervento. Bisogna scegliere tra detrazione fiscale, Conto Termico o sconto in fattura/cessione del credito. Tuttavia, è possibile combinare diversi incentivi per lavori differenti. Ad esempio, chi installa una pompa di calore e contemporaneamente un impianto fotovoltaico con accumulo può beneficiare dell’Ecobonus per la pompa di calore e degli incentivi previsti dal Conto Termico 3.0 per il fotovoltaico.
Quanto dura la detrazione fiscale per le pompe di calore?
Le detrazioni fiscali vengono recuperate in più anni attraverso la dichiarazione dei redditi. Le detrazioni pompe di calore al 50, prevedono un recupero della spesa in dieci anni, sotto forma di detrazione fiscale annuale. Il Superbonus segue lo stesso principio, ma con percentuali più alte e una durata più breve. Il Conto Termico, invece, permette di ottenere un rimborso più rapido: l’importo viene erogato in un’unica soluzione per importi inferiori a 5.000 euro, mentre per importi superiori il pagamento avviene in due rate annuali.

Bonus Box Auto 2025 – 2026: Come Ottenere Detrazione Fiscale Fino al 50%

Case in Bioedilizia Pro e Contro da Conoscere

Materiali per la Bioedilizia: Guida ai Materiali Bioedili del Futuro

Isolamento per Pavimento a Roma: Perché Farlo e Quanto Costa?
Impianto Domotico per una Casa Intelligente ed Efficiente



















